come-scegliere-un-consulente

 

Nel nostro recente articolo abbiamo parlato dell'importanza di confrontarsi con persone esperte al di fuori dell'azienda quando si intraprendono attività strategiche come un nuovo piano industriale, il rafforzamento del brand, il lancio di nuovi prodotti, il miglioramento della presenza online.


Ingaggiare risorse esterne può aiutare a gestire meglio questo tipo di progetti per tre motivi: 1) con una prospettiva esterna si prendono decisioni migliori, 2) un bravo consulente o team di consulenti è la maniera più veloce e economicamente corretta di portare nuove competenze in azienda; 3) le risorse interne difficilmente sono sufficienti sia a gestire il business che a staccarsi per gestire progetti di cambiamento e strategici.

Se avete già deciso che vi serve un aiuto di questo genere, come fate a scegliere dei professionisti che davvero aiutino l’azienda e forniscano delle soluzioni e dei risultati concreti? Chi sono i consulenti giusti per voi?

È difficile per noi dire quali sono i criteri per scegliere un consulente o una società di consulenza senza sembrare di parte. Però veniamo da posizioni di management, e abbiamo impiegato consulenti nelle diverse aree del marketing e della strategia aziendale durante tutta la nostra carriera. E abbiamo le idee molto chiare su cosa ha funzionato e cosa no. Quindi proviamo a darvi i nostri criteri.

 

I nostri criteri di valutazione sono riassunti in 6 parole:

esperienza

metodo

orchestrazione

indipendenza

crescita

responsabilità

 

Esperienza

Secondo noi vuol dire due cose: portare conoscenze maturate in settori e progetti diversi e avere esperienza nella gestione operativa di aziende e progetti. La prima ha il beneficio di accelerare la definizione e l’esecuzione dei progetti apportando nuove idee e nuove prospettive. O semplicemente permette di riadattare ciò che ha funzionato in altri contesti. La seconda è indispensabile per rendere esecutivi i progetti nella realtà di tutti i giorni delle aziende, senza creare una frattura tra il lavoro dei consulenti e quello dei manager. Potete leggere dove abbiamo maturato le nostre competenze guardando i nostri profili

 

Metodo

Il metodo altro non è che una maniera di mettere a fattor comune quanto si è imparato nella realtà dei progetti, per fare da guida all’analisi e alla soluzione di situazioni nuove in maniera più veloce e efficace. Se tutti fossimo dei geniali imprenditori come Steve Jobs o Elon Musk probabilmente non avremmo bisogno di metodi. Ma per tutti gli altri di noi, un buon metodo aiuta a capire i problemi e a identificare soluzioni. I nostri metodi sono descritti in dettaglio nella sezione del nostro sito che parla delle "Officine di Business Acceleration", interventi operativi mirati e costruiti proprio intorno ai nostri tre metodi fondamentali: la definizione della "value proposition", la creazione del brand, la definizione della strategia digitale.  

 

Orchestrazione

La parola è un po’ complicata ma descrittiva di un aspetto fondamentale nel business e nel marketing di oggi. Essere una sorta di direttore d’orchestra vuol dire armonizzare il lavoro dei diversi reparti coinvolti nei progetti (ad esempio marketing, vendite, sviluppo), ma anche quello gruppo sempre più numeroso di agenzie specializzate necessarie allo svolgimento dei progetti di marketing (specialisti di SEO/SEM, esperti di social media, pubblicitari, designer).

 

Indipendenza

Non sempre i dipendenti di un’impresa hanno il coraggio di dire le cose impopolari, in tante aziende abbiamo visto la tendenza a evitare il confronto anche quando l’iceberg è davanti agli occhi. Il consulente, che deve essere libero dalle dinamiche di potere e di consenso interne, deve dire le cose come stanno. Non come l’azienda o il committente stesso vorrebbero sentirle.

 

Crescita

I consulenti secondo noi non devono lavorare nella sala dei consulenti facendo le loro cose. Secondo noi, il progetto deve coinvolgere attivamente il personale dell’azienda, e aumentare le loro competenze nello svolgimento del progetto, attraverso una condivisione non solo dei risultati ma anche del processo attraverso il quale generare i risultati - cosa che a sua volta richiede la presenza di un metodo. Se il consulente non ha un metodo, difficilmente potrà insegnarvi qualcosa.

 

Responsabilità

Anche se è essenziale l’indipendenza, è importante che il consulente si senta parte dell’azienda e prenda a cuore i risultati e l’azienda stessa. A noi piace l’idea di un “consulente interno”, opposta al consueto modo di dire “consulente esterno”. È un’estensione della squadra aziendale, che anche se potrebbe non vedere i risultati finali del progetto (ed essendo “nati” manager questa per noi è spesso una frustrazione, lo ammettiamo) si appassiona al progetto stesso.

 

Cercate di verificare questi sei aspetti già nei materiali di comunicazione e nei casi studio che la società che state considerando mette a disposizione nel suo sito. E poi, quando li incontrerete di persona, cercate questi sei aspetti negli esempi e nelle esperienze che vi porteranno. È importante fare un colloquio approfondito, cercando esempi concreti dove queste caratteristiche si vedono all’opera. È altrettanto importante sentire le loro prime reazioni quando esporrete la sfida che avete di fronte e le vostre esigenze.

E per quanto ci riguarda iniziate a guardare i progetti a cui abbiamo lavorato e quali sono i contributi che abbiamo portato.

Molti aspetti si possono capire da lontano, ma solo una conversazione faccia a faccia può aiutarvi a capire se state scegliendo le persone giuste per voi.

Per questo - se state affrontando una sfida nel marketing e nella commercializzazione dei vostri prodotti, se avete progetti di crescita e cambiamento che vanno oltre il “business as usual” - vi invitiamo a chiamarci e a parlarne con noi. Speriamo di sentirvi presto. 

 

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